Partite IVA o dipendenti “camuffati”. Molti lavoratori avanzeranno le proprie richieste ai Tribunali italiani
Ha fatto molto scalpore la prima assunzione per sentenza di un “rider” in Italia disposta dal Tribunale di Palermo.
Quello che non si è detto è che il terremoto, che tra poco investirà queste forme di lavoro, non riguarderà solo i c.d. “rider” ma molti altri settori.
La sentenza ha infatti statuito la reintegra nel posto di lavoro con un contratto di lavoro subordinato a tempo pieno e indeterminato, con uno stipendio orario, quindi non più a cottimo, con inquadramento di sesto livello, applicando il contratto collettivo del Terziario, distribuzione e servizi.
Appare quanto mai verosimile che tale pronuncia avrà effetti ben oltre il perimetro del lavoro dei rider, tenuto conto che il principio che essa sancisce potrebbe costituire finalmente l’argine alla proliferazione degli ultimi anni di contratti di lavoro autonomo “per mansioni”, caratteristica da sempre tipica del lavoro subordinato.
Il rischio che la pronuncia travolga numerose posizioni di lavoro autonomo potrebbe essere superato attraverso l’utilizzo di un modello di “delivery”, già attivo in altri Paesi, che inquadra i lavoratori come dipendenti, consentendo loro di avere più vantaggi e tutele e conservando la flessibilità e la possibilità di operare combinando lavoro e altre attività.
In assenza di una presa d’atto dello Stato, e delle istituzioni in generale, tesa a regolamentare delle categorie di lavoro nuove, non disciplinate, ma senz’altro meritevoli di tutela, il principio sancito dalla sentenza di Palermo potrebbe interessare molte attività professionali caratterizzate, nell’ultimo ventennio, dal proliferare di giovani lavoratori autonomi (con partita iva) con specifiche mansioni e direttive, come i collaboratori degli studi professionali di avvocati, ingegneri e architetti, i dentisti, etc.
Il fenomeno si è concretizzato nella sostituzione dei lavoratori dipendenti, il cui costo è purtroppo spesso insostenibile, con forme di collaborazione caratterizzate dalla figura di lavoratore autonomo sostanzialmente sottoposto alle direttive di un “dominus” che sino ieri era una sorta di committente e da domani verrà accertato come un vero e proprio datore di lavoro.


